Gestire un account Instagram aziendale non è “avere un profilo carino”

Ci sono profili Instagram aziendali esteticamente perfetti, griglia coerente, palette curata, font sempre uguale, ogni foto illuminata a dovere, che non portano un cliente da mesi.

Title tag: Gestione Instagram aziendale: perché “carino” non basta Meta description: Un profilo Instagram aziendale ordinato e ben fotografato non è ancora una strategia. Ecco cosa serve davvero perché funzioni come canale di acquisizione. Slug: /blog/gestione-instagram-aziendale Keyword target: gestione instagram aziendale

Ci sono profili Instagram aziendali esteticamente perfetti, griglia coerente, palette curata, font sempre uguale, ogni foto illuminata a dovere, che non portano un cliente da mesi. E ci sono profili graficamente discutibili, quasi improvvisati, che vendono come il Black Friday tutto l’anno. Se questo ti sembra ingiusto, benvenuta nel mondo reale dei social: bello non è mai stato sinonimo di efficace, per quanto ci piaccia illuderci del contrario ogni volta che sistemiamo una griglia con più cura del dovuto.

L’equivoco della vetrina

Molte aziende trattano Instagram come una vetrina: la sistemano, la illuminano bene, la spolverano ogni settimana, e aspettano che qualcuno passi, guardi, ed entri. Il problema è che Instagram non è una vetrina su una strada affollata di centro città. È più simile a un negozio dentro un centro commerciale enorme, con migliaia di altri negozi identici nello stesso corridoio: o ti trova chi cerca, con un motivo preciso per fermarsi, oppure resti vuota per sempre, per quanto la vetrina sia oggettivamente curata e ben illuminata.

Cosa serve davvero, oltre all’estetica

Serve una ragione per cui qualcuno dovrebbe seguirti invece di scrollare oltre: intrattenimento, utilità, un punto di vista riconoscibile, qualcosa che valga il tempo, moneta molto più preziosa dei soldi, oggi, su questa piattaforma. Serve una strategia di contenuti che non sia “postiamo quello che abbiamo sottomano questa settimana”, ma un piano che sappia rispondere alla domanda: cosa deve pensare di noi chi ci segue da tre mesi, ogni volta che vede un nostro contenuto?

Serve, soprattutto, la disponibilità a misurare cosa funziona e cosa no, invece di continuare a pubblicare la stessa cosa perché “ci piace così”, con la stessa ostinazione di chi continua a indossare un profumo che non piace a nessuno solo perché a lui o lei sembra elegante, ignorando ogni segnale contrario da chi gli sta intorno da anni.

Serve, infine, un minimo di coerenza tra quello che il profilo promette e quello che l’azienda offre davvero: un profilo che comunica lusso e ricercatezza ma vende con sconti aggressivi ogni due settimane manda un messaggio contraddittorio che il pubblico, anche senza saperlo articolare a parole, percepisce e da cui prende le distanze.

Calendario editoriale social con contenuti organizzati per obiettivo tramite codice colore.

Il vero indicatore

Il vero indicatore di un profilo aziendale che funziona non è quanto è ordinato: è se, guardandolo, capisci in dieci secondi perché dovresti scegliere quell’azienda invece della prima concorrente su Google. Se il tuo profilo è impeccabile ma non risponde a questa domanda, hai una vetrina. Non hai un canale di acquisizione: hai un bel museo che nessuno ha bisogno di visitare due volte, per quanto sia piacevole la prima.

Se vuoi che il tuo Instagram aziendale smetta di essere solo bello e inizi a portare clienti, qui trovi il servizio di gestione social.

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